
VOICE OVER
Concept and Choreography by Eszter Salamon
Developed in relation to a score from Cristina Rizzo and Lucia Amara
Developed with and performed by Cristina Rizzo
“Cristina mi ha chiesto nel maggio 2008 di partecipare ad un progetto.
La proposizione era quella di creare un solo di cui lei sarebbe stata interprete a partire ed in relazione con una ‘score’ elaborata come risultato di una pratica performativa, la stessa partitura sarebbe stata consegnata ad altri due coreografi.
Ho ricevuto personalmente la score in aprile 2009.
Era costituita da una serie di lemmi ed immagini da interpretare liberamente.
Dopo una settimana di riflessione e tentativi su possibili approcci, ho deciso di sviluppare una ulteriore ‘score sonora’ che Cristina avrebbe interpretato così come un concetto coreografico in stretta relazione con questa interpretazione.
Da allora, abbiamo elaborato la partitura coreografica e vocale che costituisce il lavoro VOICE OVER.
Malgrado la score iniziale di Cristina e la score successiva di Voice Over non si relazionano in termini di contenuti e struttura, entrambe approcciano la coreografia con il presupposto di comporre ‘espressione’ usando il concetto di ‘embodiment’ (incorporare). Entrambe mettono l’attenzione sulla costruzione di questo possibile processo.
VOICE OVER esplora le possibili relazioni tra movimento e voce e l’idea del corpo come una striscia di Moebius dove concetti come interno/esterno o causa/effetto diventano categorie instabili. La performer è impegnata più o meno in attività parallele che producono uno stato ‘schizzofrenico’ e modi in cui delle intenzioni multiple sono in constante negoziazione.
Il corpo della performer diventa un luogo per fertili espressioni-incrociate e un interstizio di intensità.” Eszter Salamon
“Ho cominciato a lavorare nel marzo 2008 ad un progetto che comprendeva la scittura di una partitura coreografica che potesse successivamente passare ad altri tre coreografi per essere letta e interpretata nella forma di tre soli di cui sarei stata a mia volta anche interprete.
Questa fase preparatoria è stata scandita da una serie di periodi di lavoro, Jungle In, che hanno preso la forma di atti performativi pubblici, con la collaborazione di Lucia Amara.
La partitura è divenuta dunque una scrittura a quattro mani, a partire da una pratica di pensiero sul corpo e sulle sue stratificazioni di cui il gesto non è che l’evento finale.
Il progetto coreografico ha preso avvio nel momento in cui la ‘score’ è passata in mano agli altri tre coreografi. Ognuno di loro ha trovato una chiave di accesso per entrare nell’universo soggettivo della partitura
Nella riuscita spettacolare di Dance N°3 la partitura – score sembra scomparsa, insofferente come si è rivelata a qualsiasi presa di forma. I fantasmi sono allergici alle sfumature? Ciò che resta è il linguaggio. La questione è soltanto questa. O meglio. Qui si stanno mostrando dei linguaggi. Nel modo in cui Caravaggio, ritraendosi in primo piano e rivolgendosi verso di noi astanti osservatori del quadro, indica con un gesto della mano la scena del suo Ecce Homo. C’è qualcosa di quel gesto nell’essere in scena di Cristina Rizzo, abitata da tre gesti coreografici molto diversi tra di loro. Come uno stato di smisurata indecidibilità tra passare, mostrare ed essere.” Cristina Rizzo