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Cristina Kristal Rizzo

ikea




Concept Cristina Kristal Rizzo con Cristina Kristal Rizzo e Annamaria Ajmone Disegno luci Giulia Pastore Musica Thursday Afternoon di Brian Eno
Costumi Canedicoda
Produzione CAB 008 Con il sostegno di Regione Toscana e MiBACT Residenze creative Le Murate/Progetti Arte Contemporanea, Spazio K, Santarcangelo Festival Internazionale del Teatro in Piazza, Teatro Consorziale di Budrio



Si dice che la vista di certi animali sia più potente, più acuta, persino più crudele di quella dell'uomo e tuttavia priva di sguardo. Una figura bendata condivide con il pubblico uno spazio, lo spazio della visione, il teatro, amplificando l'obliquità dello sguardo, l'osservazione come attenzione scopica agli angoli, alla defezione, ad una visione che sa trattenere la memoria come riserva naturale, senza storia, senza tragedia, senza evento. Due occhi possono sempre dissociarsi dal punto di vista della loro funzione organica e questo venire meno della visione dona a tutte le frontiere dei sensi una risorsa che è virtuale, potenziale, dinamica, un movimento che è allo stesso tempo visivo e auditivo, motorio e tattile. La danza nella sua potenza e fragilità è protagonista di un doppio autoritratto allo specchio dove l'immagine di se è assente, ciò che rimane è la sola intimità dei corpi, un'energia femminile, che si spinge, come in un'avventura, nella potenza al volere al di là del vedere. Quando si lascia cadere alle proprie spalle il problema dell'identità appare il soggetto e la sua autonomia. Il lavoro si presenta al pubblico nella forma di un durational piece sulla score originale di 61 minuti Thursday Afternoon di Brian Eno ed è strutturato sul susseguirsi in un ambiente unico di due soli interpretati da Cristina Kristal Rizzo e Annamaria Ajmone, come in un flusso continuo e ipnotico o un paesaggio pittorico in cui tutti sono invitati a rilasciare la propria identità. Il titolo ikea evoca, giocando con l'immaginario casalingo più diffuso nel mondo, l'idea di un auto design del corpo, inteso però come spazio esotico, nel senso di straniero o non conosciuto.
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