L’indagine coreografica di questo studio, si stabilisce tutta in un’esperienza: mettere in relazione due dimensioni psicofisiche addestrate all’efficacia, disciplinate alla dipendenza funzionale tra corpo e anima.
La questione del movimento ha sempre a che vedere con l’incorporazione senza risparmio di andamenti o andature, di micro-ritornelli o ripetizioni, si attua sempre in un precipitato di osservazione e di ascolto, in una pratica esatta di relazione tra materiale e mentale, tra mondo fisico e mondo psicologico.
Le micro-danze si sono sviluppate in un periodo in cui per alcune ore al giorno la danzatrice addestrata ha incontrato un cane addestrato con cui stabilire un dialogo coreografico. La condivisione di un tempo di contemplazione alla ricerca delle tracce reciproche da rilasciare e da mostrare al pubblico in una sorta di duetto impossibile.
“ll corpo di un cane è in grado di percepire differenti significati del mondo, significati che sono per lui importanti e significativi. Nel senso che è ovvio che io sono chiaramente differente da un cane, il problema è se questa differenza si può costituire gerarchicamente, per cui io ho più accesso a maggiore considerabilità rispetto ad un cane. Un cane puo correre più veloce di me, ma anch’io sono in grado di correre, posso aver sviluppato un linguaggio estremamente più raffinato e complesso ma anche il cane comunica, ha solo sviluppato un differente linguaggio.” Cristina Rizzo
Cristina e Gaia sono eleganti
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