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Cristina Kristal Rizzo

No Tengo Dinero




Concept, Coreografia, Luci e Costumi Cristina Kristal Rizzo In collaborazione con Paola Stella Minni Con Paola Stella Minni, Cristina Kristal Rizzo Live Playlist Cristina Kristal Rizzo Collaborazione teorica Cristina Addis Produzione CAB 008 Con il supporto di Forum Dança Lisbona Con il sostegno di Regione Toscana e MiBACT Residenze Ateliersi Bologna e I Macelli Certaldo

"UNADUETREQUATTRO voci, probabilmente un coro. Certamente un piegamento all'indietro. Ma anche un volto simpatico mentre fa le SMORFIE. Un racconto o meglio ancora una favola, un INFINITE JEST. Da qui all'eternità. Ma anche UN MONDO NUOVO o se preferite una RESPIRAZIONE BOCCA A BOCCA. Sicuramente una barca che affonda. Ma non c'è bisogno di preouccuparsi. I WILL SURVIVE ! "

Cartolina esotica, riflesso cangiante che si snoda sullo sfondo di un'imminente 'fine del mondo', NO TENGO DINERO segue una teoria coreografica ed una tecnologia performativa che lavora sul presente della simulazione come 'tempo altro' dell'azione, componendo una partitura fatta esclusivamente di tratti intensivi e qualità espressive. Le due performers, lungo un tracciato di modalità topiche della seduzione – pose pop, brani struggenti, vezzi divistici, mantra, arringhe, motivi melodici, sample, fermi-immagine porno, frammenti di tragedia – si perdono progressivamente nel cuore stesso dei clichè che mettono in campo, fra le pieghe dell'ostentazione pura, in un effetto-personaggio, comico e tragico allo stesso tempo. Dall'alto mare alle stelle, sullo sfondo di un'imminente apocalisse, NO TENGO DINERO disegna un mondo sub-specie danza, gioco di prestigio, effetto atmosferico, increspatura superficiale. Una smorfia.

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"Torno tra un minuto, forse due": Cristina Rizzo lascia la consolle audio a bordo scena, raggiunge il microfono al centro del proscenio, pronuncia la frase e torna in postazione. Un incipit che inaugura un sinuoso processo di assestamento dalla rappresentazione, di "collasso" del dispositivo drammaturgico. Gioco di prestigio, cartolina esotica, riflesso cangiante: esercizio sul presente che si snoda sullo sfondo di un'imminente "fine del mondo", corto-circuito del "senso" lineare del tempo, come avvento di una temporalità durativa, a-soggettiva, nel cuore stesso dello spettacolo, fra le pieghe dell'ostentazione pura. Da fuori a più fuori, dall'alto mare che apre il lavoro e alle stelle del finale le due performer, lungo un tracciato di figure topiche della seduzione – pose pop, brani struggenti, immagini porno, frammenti di tragedia - , si perdono progressivamente nella spettacolarità, si fanno più irreali, evanescenti, in – credibili dei clichè che mettono in campo. Nessun "soggetto", ma un enigmatico e aleatorio effetto – personaggio. No tengo dinero produce continuamente "visi": pancia-viso, tic, smorfie, spasmi, visi lontani e vicinissimi, l'intero corpo della Minni e le scene della Rizzo funzionano essi stessi come grandi visi. A partire dai punti ciechi dei "visi" disseminati nel lavoro, si instaura uno spazio-schermo – esplicito nel quadretto foto-rifrangente che a un certo punto "danza" in scena – attraversato da "calchi d'azione", scorrimenti che si presentano come puro effetto, senza causa o origine. La Rizzo rilancia la questione del presente in termini nuovi rispetto alle soluzioni "anni 70", tuttora circolanti, legare all'improvvisazione e alla composizione estemporanea. La ricerca coreografica non lavora sul "tempo reale", ma sul presente della simulazione, in uno spostamento teorico dal 'linguaggio del corpo' al 'rovescio dell'azione' : presente come tempo altro dell'azione e nell'azione, eccedenza gratuita, increspatura superficiale, smorfia o curvatura
Cristina Addis - Macchine viseificanti / Dicembre 2012

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